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Cloro per piscina: come gestirlo

Indice
Infografica sulla gestione del cloro in piscina: scala cromatica dei valori di cloro libero (zona ideale 2,0 ppm) e cloro combinato/totale (zona ideale 1,0 ppm), con illustrazione di prodotti per il test come reagenti DPD1 e DPD3, tester digitale e galleggiante dosatore.

Cos'è il cloro in piscina e a cosa serve davvero

Il cloro è il sistema più utilizzato per mantenere l’acqua pulita, sicura e trasparente in piscina. Grazie alle sue proprietà disinfettanti e ossidanti, elimina batteri, virus e alghe.

Gestire correttamente il dosaggio del cloro per piscina è fondamentale: livelli troppo bassi riducono l’efficacia della disinfezione, mentre quantità eccessive possono causare irritazioni e danneggiare l’impianto.

In questa guida trovi tutte le informazioni essenziali sul cloro per piscina: quando utilizzarlo, quali sono i valori ideali e quali tipologie di cloro scegliere.

Valori ideali del cloro in piscina: a quanto deve stare il tester

Il valore del cloro in piscina deve essere monitorato regolarmente per garantire un’acqua sicura e ben bilanciata. È importante controllarlo insieme al pH dell’acqua, perché il pH influisce direttamente sull’efficacia del cloro. Se il pH è troppo alto, il cloro perde parte della sua capacità disinfettante; se invece è troppo basso, può diventare più aggressivo e causare irritazioni.

In generale, i parametri consigliati sono:

  • Cloro libero: tra 0,7 e 1,5 ppm
  • pH dell’acqua: tra 7,2 e 7,6

Per verificare questi parametri, il metodo più semplice è utilizzare un tester per piscina.

Tipi di cloro per piscina: granulare, liquido, pastiglie, multifunzione, 4 azioni

Il cloro è disponibile in diverse forme. Il principio attivo rimane sempre lo stesso, ma cambiano concentrazione, modalità di utilizzo e velocità di azione.

Le principali tipologie utilizzate sono:

  • Cloro granulare: o dicloro è utilizzato principalmente per la clorazione shock, un trattamento rapido e intensivo per eliminare batteri, alghe e contaminanti che viene utilizzato soprattutto alla riapertura stagionale della piscina, dopo temporali o in caso di acqua torbida.
  • Cloro liquido: ha una funzione simile al cloro granulare. Essendo già in forma liquida, è particolarmente indicato per impianti con dosatori automatici.
  • Cloro per piscine in pastiglie: o tricloro è un prodotto a lento scioglimento, pensato per la manutenzione ordinaria dell’acqua. Le pastiglie rilasciano il cloro gradualmente e mantengono stabile il valore del cloro. Si utilizzano nello skimmer o nei dosatori galleggianti.
  • Cloro multifunzione: spesso chiamato anche cloro tripla azione, è progettato per la manutenzione ordinaria e combina più funzioni in un unico prodotto. Oltre alla disinfezione dell’acqua, svolge anche un’azione antialghe e flocculante, migliorando la limpidezza dell’acqua.
  • Cloro 4 azioni: è una versione evoluta del cloro multifunzione e combina disinfezione, azione antialghe, flocculazione e stabilizzazione del cloro.

Come e dove mettere il cloro in piscina: skimmer, galleggiante, dosatore

La quantità e la frequenza con cui inserire il cloro piscina dipendono da diversi fattori: la dimensione della piscina, il periodo della stagione e il tipo di trattamento che si vuole effettuare.

In genere, la clorazione shock viene effettuata alla riapertura della piscina o in situazioni particolari (acqua torbida o presenza di alghe). Durante la stagione di utilizzo si procede normalmente con una clorazione lenta per mantenere costante il livello di disinfezione.

Il cloro non deve mai essere inserito direttamente nella vasca, perché il contatto diretto può danneggiarla. Va quindi sempre distribuito attraverso appositi sistemi:

  • Skimmer: uno dei metodi più comuni per inserire il cloro. Le pastiglie vengono posizionate nel cestello dello skimmer, dove si sciolgono gradualmente mentre l’acqua viene aspirata dal sistema di filtrazione.
  • Galleggiante: un dispositivo che resta in superficie e rilascia lentamente il cloro nell’acqua. È molto utilizzato con il cloro per piscine in pastiglie, perché permette una distribuzione graduale e controllata.
  • Dosatore automatico: nei sistemi più avanzati, il cloro può essere distribuito tramite dosatori automatici, che regolano in modo preciso il dosaggio cloro per piscina. Questo sistema è particolarmente utilizzato con il cloro liquido.

 

Il dosaggio cloro per piscina varia in base al prodotto utilizzato e al volume d’acqua della vasca. Per questo motivo è sempre necessario calcolare prima i metri cubi della piscina e seguire le indicazioni riportate sull’etichetta del prodotto.

Cloro alto in piscina: cause, rischi e prodotti abbattitori di cloro

Quando il cloro piscina è troppo alto possono formarsi le clorammine, sostanze che causano odori sgradevoli e irritazioni alla pelle e agli occhi.

Le cause più frequenti sono:

  • utilizzo di cloro granulare piscina o pastiglie senza misurare correttamente;
  • trattamenti shock troppo ravvicinati;
  • dosatori automatici non regolati correttamente.

Queste le soluzioni da adottare:

  • sospendere l’aggiunta di cloro per 24–48 ore;
  • aumentare la circolazione e l’aerazione dell’acqua;
  • utilizzare un abbattitore di cloro, prodotto specifico che neutralizzano rapidamente l’eccesso di cloro.

Cloro basso o assente in piscina: conseguenze e come correggerlo

Quando il valore cloro piscina è troppo basso o assente, l’acqua perde la sua capacità di disinfezione. Questo favorisce la proliferazione di alghe, batteri e microrganismi, rendendo l’acqua torbida. In caso di acqua molto contaminata o presenza di alghe, è consigliabile effettuare una clorazione shock.

Cloro che “non funziona”: cloro combinato, odore forte e acqua irritante

A volte il cloro è presente nell’acqua ma sembra non funzionare correttamente. Questo accade quando il cloro libero si combina con sostanze organiche come sudore o impurità presenti nell’acqua.

Il risultato è la formazione del cosiddetto cloro combinato, che ha due effetti sulle piscine:

  • riducono la capacità disinfettante del cloro piscina;
  • provocano irritazioni agli occhi e alla pelle, oltre al tipico odore forte di cloro.

Per mantenere l’acqua della piscina sana e confortevole, il cloro combinato dovrebbe rimanere sotto 1 ppm.

Quanto cloro mettere in piscina: calcolo pratico in base ai metri cubi

Per capire quanto cloro in piscina utilizzare, è necessario prima calcolare il volume della vasca in metri cubi (m³). Un metro cubo corrisponde a 1.000 litri di acqua.

Il dosaggio cloro per piscina varia in base al tipo di prodotto utilizzato e al tipo di trattamento.

Indicativamente:

  • Cloro granulare piscina (trattamento shock): circa 10–15 grammi per metro cubo
  • Cloro liquido: circa 30 grammi per metro cubo all’inizio, poi 10 grammi per metro cubo per il mantenimento
  • Cloro per piscine in pastiglie: utilizzato per la manutenzione ordinaria tramite skimmer o galleggiante dosatore


Queste indicazioni sono orientative: il dosaggio preciso dipende sempre dalla concentrazione del prodotto, dalla temperatura dell’acqua e dal numero di bagnanti.

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